#conoscounginecologo: cosa succede quando una instagrammer incontra un medico della riproduzione?

Sono un medico della riproduzione da 30 anni e ho 59 anni. Ecco perché quando io e Caterina abbiamo deciso di incontrarci non ero sicuro di essere capace di ‘parlare la lingua giusta‘ per riuscire a fare quello che volevamo: tramite le stories Instagram sul profilo di ‘Conosco un posto‘, intendevamo aiutare ragazze e ragazze che la seguono a capire qualcosa in più del loro corpo, in particolare del loro apparato riproduttivo, dei potenziali problemi e dei rischi connessi allo stile di vita che si adotta; volevamo parlare di ciclo, pillola, fertilità e infertilità; volevamo spiegare quando preoccuparsi e quando rivolgersi a specialisti, ma anche tranquillizzare, chiarendo dubbi e sfatando miti.

Caterina ha chiesto di mandarci domande, pensavamo ne arrivassero poche, siamo stati sommersi, letteralmente!

Abbiamo parlato per quasi tre ore, abbiamo risposto a moltissime domande, anche se tante, tantissime altre sono forzatamente rimaste in sospeso.

Abbiamo parlato di endometriosi, ovaio policistico, stimolazioni ormonali, autoconservazione, fecondazione assistita omologa ed eterologa e di tantissimo altro.

Visto il grandissimo interesse che l’iniziativa ha suscitato, abbiamo deciso che ci sarà un seguito, o più di uno: prossimamente, vi faremo sapere come e in quali modalità perché ci siamo resi conto che le stories, con la loro brevissima durata, potevano essere uno strumento interessante, ma forse serve qualche approfondimento verticale, per temi.

E’ stato molto interessante per me vedere quante e quali domande le ragazze abbiano anche su aspetti che pensavo fossero chiari per tutti, ma è stato sfidante per me cercare di essere chiaro, preciso ma anche davvero conciso, per dare più informazioni possibili, rispettando i tempi e le logiche dei social network.

Personalmente, spero di essere stato utile e spero che soprattutto sia passato il messaggio principale: se avete dubbi, chiedete e approfondite e se c’è qualcosa che vi sembra non vada, rivolgetevi quanto prima ad uno specialista. Perché dr. Google aiuta a farsi una idea, ma a volte ci si fa l’idea sbagliata, se non si hanno strumenti adatti per distinguere tra il vero, il verosimile e il falso.

Comunque… Stay tuned, non finisce qui quello che io chiamo ‘l’esperimento social’!